L’esperienza arricchente di Lucia Iorio, francescana secolare missionaria, fra Italia e Romania

missioneLucia Iorio 04.03.14  Care sorelle e fratelli in Cristo, il Signore vi dia pace. Ecco, un altro anno è iniziato, il mio augurio è che porti a tutti pace e gioia, con la buona volontà di non cedere all’inquietudine di questi tempi duri, e la consapevolezza che il bello può sempre accadere e ci sta aspettando. Questa lettera è più personale e riguarda principalmente il mio periodo trascorso in Italia. Un pò meno le attività della missione, che comunque si sono svolte regolarmente e molto bene anche senza di me.  Il 6 dicembre, giorno di s. Nicola, grande festa alla casa ecumenica, con i bambini del dopo scuola, la Gifra, i Terziari, i volontari di tutti i gruppi di lavoro e i lavoranti del laboratorio. Dopo la recita della Natività, eseguita dai più piccoli, sono stati distribuiti 150 pacchi dono, per piccoli e grandi. Grazie ai giocattoli e i dolci mandati da tanti di voi ed al lavoro delle donne del gruppo Penelope. Il dopo scuola è proseguito fino al 22 dicembre per riprendere il 6 gennaio dopo le festività natalizie. (la religione di Stato è ortodossa e l’Epifania viene festeggiata con il Natale).

Il 30 novembre sono arrivata a Roma per l’incontro Epm, che vedeva riuniti i delegati vecchi e nuovi di quasi tutte le Regioni, una parte del Consiglio Nazionale e del CeMiOfs , i missionari rientrati e quelli in partenza, i loro bambini (e sono tanti!). E’ stato un bell’immergersi in fraternità. Che bello rivedere tante facce amiche; riconoscere i volti persi, conoscere finalmente le persone che da tanti anni mi seguono e sostengono in missione. Parlare e approfondire i temi della missione, progettare insieme i nuovi programmi, pregare, cantare,  gioire,  come una grande famiglia. 3 giorni stupendi di cui ringrazio il Signore!

E poi tornare in famiglia, finalmente i miei figli, la mia vecchia mamma, le sorelle, nipoti, parenti, fraternità, amici. 45 giorni di dolcezza, la più lunga vacanza da quando sono partita 6 anni fa. Il 12 dicembre mi hanno raggiunto Mariana e Ana Maria, le due ragazze che vivono con me, e sono rimaste ospiti per tutto il mese dalla mia amica Mara.

Naturalmente ci sono stati molti incontri di fraternità, in tanti volevano sentire notizie della missione. Ho ritenuto giusto parlare personalmente di quello che viene fatto a Onesti a chi ci sostiene materialmente. Così sono stata nelle fraternità di Siena,  Pisa, Prato,  Parrocchia di S. Bartolomeo, Parrocchia di Pontedera, scuola elementare di Pistoia. Ma sopratutto l’invito che ho ricevuto da Katia di Napoli è stato per me molto significativo. Inizialmente avevo rifiutato dicendo “ mi inviti nella terra dei fuochi? “ mi ha risposto “e noi che ci viviamo?”  Come non sentire il dolore di questa risposta?  Allora abbiamo parlato di quello che è successo in quel triangolo di terra della Provincia del Lagro Aversano. Dove la mafia, con la connivenza dei politici ha sotterrato in campi destinati all’agricoltura scorie radioattive. Per questo in quelle terre c’è un tasso di mortalità per tumori elevatissimo, specie nei bambini, che la leucemia si porta via in tempi rapidissimi. Di quel prete che ha denunciato quello che tutti sapevano, ma non dicevano. Di quelle persone che hanno manifestato continuamente, esponendosi in prima persona, fino a che, finalmente, il fatto è diventato di dominio pubblico, facendo muovere quelle strutture che erano preposte alla tutela, ma che non l’avevano mai fatto. Quanti uomini hanno posto nel loro cuore il dio danaro, sostituendolo al Dio dell’Amore. Dobbiamo pregare per queste persone, ma sopratutto dobbiamo avere il coraggio di non accettare e non convivere  con gli abusi dei potenti.

“Siano presenti con la testimoniaza della propria vita umana ed anche con iniziative coraggiose tanto individuali che comunitarie, nella promozione della giustizia, ed in particolare nel campo della vita pubblica impegnandosi in scelte concrete e coerenti alla loro fede” (Regola Ofs, 15)

A Napoli mi ha accompagnato mio figlio, che si è innamorato della città partenopea. I suoi vicoli, i mercatini, il rione con gli artigiani dei Presepi, veri capolavori!. Le Basiliche di S. Gregorio Armeno, S. Chiara, S. Moscato, S. Lorenzo, il Chiostro di S. Patrizia. La mostra dei Presepi antichi. Poi mentre io partecipavo agli incontri di fraternità lui si è visitato la parte sotterranea e il lungomare. Per non parlare poi dell’ospitalità. NAPOLI E’ MERAVIGLIOSA!  Ed anche i suoi abitanti. Sono stata nelle fraternità di Orta di Atella, S. Eframo vecchio, all’incontro zonale delle fraternità di Volla, Cercola, Barra; ed in visita alla casa famiglia Rossi. Al rientro una fermata a Roma con un intero pomeriggio trascorso in S. Pietro e poi di nuovo a casa.

A favore della missione sono stati organizzati mercatini, cene ed anche un concerto, dove Mariana e Ana Maria hanno eseguito una danza popolare rumena. Le offerte raccolte consentiranno di finire tutti i lavori interni del centro diurno in costruzione. Non avrei mai creduto che  la casa venisse portata a termine in così breve tempo. Ogni mattone messo ha simbolicamente impresso il nome di ognuno di voi. L’abbiamo posta sotto la protezione di S. Maria degli angeli,  iniziando i lavori nel mese di maggio; e nel mese di maggio spero la possiamo inaugurare. Certo manca di fare l’isolamento, la facciata e la pavimentazione esterna. Ma la casa è vivibile ed è visibile l’opera che la  Santa Provvidenza  ha compiuto.

E al mio rientro, la gioia di riabbracciare i bambini, la Gifra, i frati e tutte le persone del posto che hanno preso il mio cuore. E’ ricominciato il mio tram-tram quotidiano, fatto di semplice lavoro, condivisione, lacrime da asciugare, abbracci da elargire e tanta, tanta  pace nel cuore. Romania, mi sei mancata!

A tutti un grande abbraccio ed un grazie di cuore, pace e bene.

Lucia Iorio
Missionaria CeMiOfs
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